Ai Piedi del Monte: Girolamo De Simone e Donizetti
NAPOLI – Dopo i primi album definiti dallo stesso De Simone “astratti” (accolti bene sia da critica che dal pubblico e non solo in Italia) durante la presentazione del suo nuovo ultimo album “Ai Piedi del Monte”, edito da KonSequenz e Hanagoori Music, patrocinato dall’Ente Parco Vesuvio e distribuito da Neomedia Italia, tenutasi ieri mattina in una sala della redazione de Il Denaro a Piazza de Martiri, l’artista ha dichiarato di aver partorito un album che gli consentisse di riavvicinarsi al proprio territorio, riscoprendo i legami profondi dell’uomo con la sua terra. Dopo i ringraziamenti al Conservatorio di Napoli per la collaborazione, basata soprattutto sui lavori di ricerca e catalogazione di musiche che altrimenti sarebbero andate perse, De Simone ha spiegato il suo gesto di voler tralasciare, almeno per il momento, il fil-rouge che legava i suoi precedenti lavori in quanto “fare lavori eccessivamente astratti, mi ha allontanato dal territorio, come se avessi percepito un’occasione persa. Come se trascurassi la musica della mia terra”, una terra ricca di musica folkloristica ma anche religiosa.
Ai Piedi del Monte è un album senza alcun intento filologico, di ricostruzione e di riproposta di brani antichi, ma una compartecipazione attiva e creativa, che riesce a mettere in connessione brani classici della zona con sonorità altrettanto ricercate ma definibili senza ombra di dubbio moderne, come i riarrangiamenti per spinetta dei brani classici della Madonna dell’Arco. Per quanto riguarda gli altri brani della tradizione di Somma Vesuviana e S. Anastasia, De Simone ha detto di aver deciso di limitarsi ad uno solo, tradotto per spinetta, proprio per evitare di “duplicare” freddamente discorsi già affrontati dagli “altri De Simone”.
“L’unico brano slegato dal territorio, ma comunque legato al progetto” ha dichiarato, “è un’improvvisazione organistica fatta ad Arezzo e che chiude il disco. Un brano semplice e malinconico”.
L’artista ha inoltre voluto evitare “i passaggi digitali, di affidare il master ad altri, per diminuire al massimo l’accumulo di aliasing per quanto riguarda il piano, mentre per la pulizia del suono della spinetta ho un segreto, ma non ve lo svelo”.
Riguardo alle dichiarazioni di Roberto De Simone riguardanti l’odio per la sua città, il suo omonimo ha risposto, ironicamente, che conserva “una cartellina con le polemiche di De Simone”, dichiarandosi relativamente d’accordo sulla “chiusura napoletana, c’è una decadenza a partire della politica, ma anche quando ricopriva una posizione che gli avrebbe potuto dare la possibilità di cambiare qualcosa, non ha fatto molto. Ha fatto parte di questo sistema, gli voglio bene, ma c’era anche lui. Del Teatro San Carlo non voglio proprio parlare”.
Di seguito le date delle prossime presentazioni/concerto
6 marzo @ Centro Congressi – Ferrara
15 marzo @ Libreria Ubik – Napoli
9 aprile @ Caffè Letterario S. Lorenzo – Roma
11 maggio @ Teatro Sancarluccio – Napoli
















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