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Intervista ai Cybersadic

by: A. Alfredo Capuano venerdì, luglio 30th, 2010

cybersadic 300x2251 Intervista ai Cybersadic musicopolisSeduti attorno ad un tavolino di uno degli innumerevoli bar di Marina di Camerota, abbiamo intervistato i Cybersadic. La loro musica è decisamente particolare, non si sente molto di simile in giro. Purtroppo, qualcuno direbbe. Per fortuna, diciamo noi, se questo significa dare più spazio ai ragazzi. E’ difficile apportare innovazioni nel campo del rock elettronico, anche se la componente elettronica nel loro caso è preponderante, ma loro ci riescono ed è davvero complicato smettere di canticchiarli. Loro sono Alessando Amoretti (Jamel), Ciro Leale e Alessandro Gotti. E naturalmente il quarto elemento, Luigi Ugolini, che vive a Torino. I ragazzi hanno sottolineato più e più volte quanto quest’ultimo sia importante per la band. E anche noi della New Media non vediamo l’ora di conoscerlo di persona.

Ecco cosa ci siamo detti.

Iniziamo con una super classica: come nasce il nome Cybersadic, da cosa deriva la scelta di accostare queste due parole?

[Jamel] Il nome nasce da una mia idea e da Luigi Ugolini che è il quarto elemento dei Cybersadic che non vedete sul palco…

L’uomo da Torino, giusto?

[Jamel] Si, lui. E’ napoletano ma si è trasferito a Torino per motivi di lavoro. Il termine “cyber” si riferisce al nostro genere musicale mentre “sadic” è stato scelto in quanto rappresenta ciò che tentiamo di descrivere attraverso i testi, una critica verso ciò che ci circonda.

Quando vi ho sentiti la prima volta al Duel:Beat, aprivate i Thank You For The Drum Machine. In quell’occasione ricordo che mi venne da pensare “questi sono i Kraftwerk che fanno una cover dei CCCP”. Aldilà di questo, volevo conoscere il vostro background musicale.

[Gotti] Beh direi che i nostri ascolti si intrecciano non poco. Subiamo sicuramente forti influenze dal rock degli anni ’90 e da molti elementi degli anni ’80… e si vede. E naturalmente dai guru della musica elettronica.

Facciamo qualche nome?

[Gotti] Io posso dire Rammenstein e Jamel addirittura SilverChair

[Ciro] Io direi Jo Squillo o Sabrina Salerno, senza nessuna titubanza… non ho problemi a mostrare il mio amore per il trash e si vede anche sul palco.

[Gotti] C’è anche un lato esageratamente autoironico che ci caratterizza.

Per quanto riguarda invece gli ascolti attuali… Cosa ascoltavate in auto mentre venivate qui?

[Ciro] Avevamo un cd mp3 con circa 101 tracce…

Circa?

[Ciro] Si, non precisamente… [ride] Ci ha accompagnato durante un lungo viaggio che abbiamo fatto io e lui [Ciro e Jamel] verso Torino. Molto vario, si passava dai Marlene Kuntz ad Elio e le storie tese con molta facilità. Ultimamente sto riscoprendo i Narcolexia. Un gruppo che è stato capito poco.

Tra i vostri progetti passati avete una demo di 4 pezzi. Quali sono i brani del vostro repertorio a cui siete più affezionati e quanto è vasto? A quale di questi siete legati particolarmente?

[Ciro] Ti rispondo io. Io sono entrato nella band a gennaio dello scorso anno. Conoscevo un loro brano, La Danse Sadique, senza averlo mai e poi mai ascoltato.

Come è possibile?

[Ciro] Conoscevo persone che li avevano ascoltati tempo e tempo prima ed io avevo questo ritornello che mi girava in testa… sono molto affezionato a quello perché li ho scoperti così. Ma sono anche molto affezionato a Cybercoma perché è stato il primo pezzo che abbiamo suonato con questa formazione.

Invece per il prossimo futuro, avete intenzione di buttare giù un EP?

[Jamel] Si, stiamo cercando un’etichetta che creda in noi e possa produrre il nostro lavoro.

Ma già li avreste i pezzi per un intero EP?

[Jamel] Si, abbiamo un’ora e mezza di live, quindi di materiale ce n’è.

Ciro ha parlato di La Danse Sadique che penso sia un perfetto singolo. Ballabile e intelligente, si fa ascoltare. Volevo chiedervi come è nato, chi l’ha scritto…

[Jamel] La Danse Sadique è stata scritta da me, Luigi e dal nostro vecchio bassista. E’ nato per caso… ricordo quando è stato composto: abbiamo improvvisato per tre ore di seguito in sala. Anche per questo è il pezzo che dura di più.

Riguardo la saletta: come funziona il processo creativo dei Cybersadic? C’è qualcuno che scrive sempre i testi o i ruoli sono interscambiabili?

[Jamel] I testi sono scritti quasi totalmente da Luigi, noi lo definiamo infatti l’anima del gruppo. I pezzi nascono tutti da improvvisazioni che comunque derivano da un suo input, che sia un riff o una nota di synth. Provengono tutti dalle sue macchine.

Ok! Avete quindici secondi per convincere un discografico a produrvi…Via!

[Ciro] Beh… Ciao! Vieni con noi nel nostro cottage, (si abbiamo un cottage) mangiamo qualcosa assieme, beviamo un po’ e ti facciamo ascoltare qualcosa. E se non ci produci… non ti facciamo uscire vivo [ride].

[Jamel] Oppure, volendo citare La Danse Sadique: ascoltaci e sarà troppo il piacere nel vederti danzare.

[Ciro] Magari potrebbe passare Ralph dei Kraftwerk sulla spiagga di Marina di Camerota… Ho quest’idea da qualche giorno!

Speriamo! Cosa distingue i Cybersadic dagli altri gruppi?

[Ciro] Siamo belli! Siamo proprio belli! Ci hai visto sul palco no? [ride]

[Jamel] Siamo a nostro agio e soprattutto ci divertiamo.

Quello che si vede è che lo tenete molto bene, il palco!

[Jamel] Anche se parlo poco… fondamentalmente sono timido, non riesco a dire tante cose.

Volevo chiedervi un aneddoto o magari di un live che ricordate particolarmente.

[Jamel] Sicuramente quella dell’11 aprile 2009 in un locale della nostra zona, frequentato principalmente da noi e dai nostri amici. E’ stata una delle esibizioni dove il locale si è riempito per intero e la gente ballava dalla prima all’ultima fila. Si divertivano e questa per me è la soddisfazione più grande: vedere il pubblico che si diverte come mi stavo divertendo io.

[Ciro] A parte quella al Duel, che per inciso è stata un’esibizione stupenda, ricordo l’esibizione ad una festa di una nostra amica. Io ho realizzato un mio sogno personale… nonostante il fisico non me lo permetta ho suonato un brano senza maglietta!

Una persona con cui vorreste condividere il palco… una su tutte?

[Ciro] Per me… Patty Pravo!

[Jamel] Si effettivamente… non sarebbe male.

[Ciro] E anche gli Eiffel 65!

[Jamel] O Lindo Ferretti se torna 10 anni indietro con la testa! [ride]

A proposito di Ferretti, visto che abbiamo questo ascolto in comune… Che ne pensate del cambiamento (o fantomatico cambiamento… c’è chi dice che sia sempre stato così) di Ferretti? Anche questa è una superclassica…

[Gotti] E’ una bufala! Non è vero… o ha perso per un attimo qualche contatto con la realtà. Oppure il genio è talmente sconfinato che non possiamo realmente comprendere cosa voglia dire con le sue ultime dichiarazioni.

[Jamel] E’ una domanda difficile. Si sa che ha passato momenti molto brutti, con la malattia… Magari questo l’ha legato a qualcosa che al momento io non riesco a capire, non credendo in Dio.

[Ciro] Secondo me ci prende per il culo… si può dire culo?

Si, si, vai…

[Gotti] In caso contrario mi cade proprio tutto… Ferretti è un’istituzione.

Beh Ferretti ha sempre avuto una spiritualità intensa, almeno da quanto si capisce dai suoi pezzi. Riguardo invece i vostri progetti live per il futuro prossimo?

[Jamel] Beh basta locali per un po’… fa caldo! Abbiamo qualche contatto e proveremo a suonare in qualche festival all’aperto. Tentando anche fuori dalla Campania… Magari a Torino!

Facciamo qualche nome?

[Gotti] Io posso dire Rammenstein e Jamel addirittura SilverChair

[Ciro] Io direi Jo Squillo o Sabrina Salerno, senza nessuna titubanza… non ho problemi a mostrare il mio amore per il trash e si vede anche sul palco.

[Gotti] C’è anche un lato esageratamente autoironico che ci caratterizza.

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